La strada per diventare ingegnere sta per cambiare nel profondo: la laurea magistrale diventerà abilitante e basterà da sola, senza esame di Stato, per iscriversi all'albo ed esercitare la professione.
È la novità al centro del 70° Congresso nazionale degli ingegneri di Trieste: all'interno del percorso di laurea sarà inserito un tirocinio pratico-valutativo con un esame su tematiche ordinistiche-professionali, che sostituirà di fatto l'esame di Stato. Lo riporta Il Sole 24 Ore (25 settembre 2026).
Cosa cambia: la prova finale sostituisce l'esame di Stato
Il percorso che porterà all'approvazione del regolamento è in via di chiusura: il tavolo tecnico presso il Ministero dell'Università e della Ricerca, collegato all'attuazione della legge 163/2021, si chiuderà nel mese di ottobre. Seguiranno un Dpr e un decreto ministeriale, poi si potrà partire: l'obiettivo dichiarato dal Mur è cominciare già dal prossimo anno accademico.
In pratica, chi si laurea in uno dei corsi coinvolti concluderà il proprio percorso con il tirocinio e la prova ordinistica interna all'università e potrà chiedere l'iscrizione all'albo senza passare dagli esami di Stato.
Le 21 classi di laurea coinvolte
Saranno ventuno le classi di laurea magistrale destinate a diventare abilitanti, tra cui:
- Ingegneria civile
- Ingegneria della sicurezza
- Ingegneria per l'ambiente e il territorio
- Ingegneria aerospaziale, chimica, elettrica, meccanica e navale
- Ingegneria dell'automazione, informatica e delle telecomunicazioni
- Ingegneria biomedica e ingegneria gestionale
Il riassetto dell'albo: cinque settori al posto di tre
In parallelo arriverà un riassetto dell'albo degli ingegneri, allineato al nuovo sistema di lauree. La sezione B, dedicata agli ingegneri junior, sparirà progressivamente, e dai tre settori attuali si passerà a cinque: ingegneria civile e ambientale, industriale, dell'informazione, biomedica e clinica, gestionale, unicamente accessibili ai laureati magistrali.
I diritti acquisiti sono salvi: l'esame di Stato resterà in vita per chi avrà conseguito la laurea magistrale (o il titolo di vecchio ordinamento) prima dell'entrata in vigore della riforma. Saranno inoltre previsti percorsi che consentano agli iscritti alla sezione A di accedere a settori diversi da quello di appartenenza.
Perché cambia: 253mila iscritti all'albo, oltre un milione di laureati
La riforma prova anche a ricomporre una frattura numerata dal presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Angelo Domenico Perrini: «Gli ingegneri iscritti all'albo sono 253mila; i possessori di un titolo accademico in ingegneria sono oltre un milione». Un numero estremamente elevato di laureati lavora in settori strategici come l'ingegneria dell'informazione, le fonti energetiche, l'industria avanzata e la sanità digitale, senza alcun collegamento con il sistema ordinistico.
Cosa aspetti per realizzare il tuo sogno?
Se il tuo sogno è diventare ingegnere, il momento migliore per iniziare è proprio adesso: chi parte oggi con una laurea triennale in Ingegneria e prosegue con la magistrale potrebbe arrivare dritto all'albo, senza più l'esame di Stato a separarti dalla professione.
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- Triennali: Ingegneria Civile, Ingegneria Informatica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria, Infrastrutture e Trasporti, Ingegneria Informatica e Intelligenza Artificiale, Ingegneria Biomedica
- Magistrali: Ingegneria della Sicurezza, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Industriale e dell'Innovazione, Ingegneria Informatica e IA Applicata
Fonte: Il Sole 24 Ore – «Ingegneria, la laurea diventa abilitante e darà accesso all'albo», Giuseppe Latour, 25 settembre 2026.
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